Vi
aspettiamo per poterVi accogliere personalmente nella nostra oasi verde e
tranquilla, per trascorrere una vacanza lontano dallo stress quotidiano,
all'insegna del relax e attività sportive all'aria aperta. Per altre
informazioni il nostro team è a Vostra disposizione.
UBICAZIONE :
La Valle di Ledro, situata in posizione sopraelevata fra il Lago di Garda e il
Lago d'Idro
COME RAGGIUNGERCI:
Dal casello autostradale della A22, Rovereto Sud, S.S. n° 240 fino a Riva del
Garda e Storo
IL LAGO
Tra i più belli e puliti del Trentino, a 650 metri di altitudine. Acque l
impide
e dal cangiante color turchese, adagiate nel verde dei prati e dei boschi. Ricco
di storia e di vestigia di un passato che affonda le radici nell'Età del Bronzo.
L'atmosfera tranquilla e rilassante offre il meglio per una vacanza rigenerante
con ottimi servizi e strutture per la pratica di tante attività sportive.
COSE DA VEDERE
Palafitte: resti della palafitta di Ledro rividero il sole, dopo migliaia di
anni, nell'autunno del 1929, quando il livello del lago fu abbassato per i
lavori di presa della centrale idroelettrica in costruzione a Riva del Garda.
Sulla sponda meridionale del lago affiorò una distesa di pali (oltre 10.000).
L'esistenza dei pali, che era attribuita ad un'antica diga costruita per
controllare il livello del lago, si
dimostrò essere
l'attestazione di una delle più grandi stazioni preistoriche scoperta fino ad
allora in Italia ed una delle testimonianze più importanti in Europa. La
palafitta fu catalogata fra le stazioni del tardo neolitico-eneolitico, in
quanto parte dei reperti appartengono a questa età.
Il biotopo del Lago d'Ampola: Il Lago d'Ampola, mirabilmente incastonato
nell'alta Val di Ledro ai bordi del Trentino occidentale, è uno dei più
interessanti biotopi trentini. Formatosi per sbarramento alluvionale,
rappresenta un ambiente di estremo interesse dal punto di vista naturalistico.
Infatti è uno dei pochissimi specchi d'acqua che ancora si presenta allo stato
naturale, circondato nel suo perimetro da fasce vegetazionali concentriche,
quali il nannufareto, lo scirpeto, il fragmiteto, il cariceto, le praterie umide
e infine i prati falciabili.
La Fucina delle Brocche:
Quello dei "Ciuaroi", umili artigiani che forgiavano, nelle loro "fosine" i
chiodi destinati a ferrare gli scarponi (le "broche"), fu un lavoro estremamente
duro e faticoso. Un lavoro provvidenziale, che salvò dalla fame e
dall'emigrazione la nostra gente. Un lavoro rchiesto dal governo Austriaco e poi
Italiano durante i due conflitti mondiali per ferrare gli scarponi dei soldati;
e quei chiodi salvarono dal fronte i nostri uomini.
Museo del laboratorio farmaceutico Foletto: Alambicchi, Pestelli e Macchine -
Ricordi e oggetti di una tradizione. In questo museo sono esposte alcune
macchine ed attrezzature che hanno costruito la storia del laboratorio
farmaceutico Foletto, dall’inizio del ‘900. Il laboratorio, creato e gestito a
fianco dell’attività di farmacia, è stato, in epoca pioneristica, una vera
officina farmaceutica, seppure in formato ridotto. I farmacisti Foletto
continuano a produrre con la stessa cura e professionalità ormai secolare
sciroppi e liquori e v’invitano a visitare questo piccolo museo, per un
“assaggio” dei tempi andati e presenti, che consente di mantenere intatta una
nostalgia ed un affetto per le cose realmente artigianali.
Garibaldi a Bezzecca: La Valle di Ledro è stata da sempre la via di
comunicazione privilegiata tra Brescia e il Garda. Lo fu per i commerci in tempo
di pace, ma anche per gli eserciti che in tempo di guerra potevano utilizzare
una via rapida e sicura per superare i valichi di Ponte Caffaro e del Forte d’Ampola.
Il paese di Bezzecca è posto in una bella piana della valle all’imbocco della
laterale Valle di Concei. Il luogo è noto soprattutto perché fu teatro nel 1866
dei combattimenti tra garibaldini e austriaci durante la III guerra
d’indipendenza, mentre durante la Grande Guerra divenne teatro della guerra di
trincea tra l’artiglieria italiana e l’esercito asburgico. Le montagne
circostanti furono i luoghi difensivi della zona e sono percorsi da sentieri che
conducono alle zone fortificate.
IL MUSEO GARIBALDINO: Il museo è allestito a Bezzecca nell’edificio in via
Salvator Greco lungo il torrente Assat. Offre un settore espositivo di storia
locale per l’800/900 della valle di Ledro con particolare riferimento alle
vicende garibaldine e alla I guerra mondiale.
CHIESE:
Bezzecca: SANTA LUCIA IN PRATIS. Costruzione di un bel gotico popolare dalla
linea pulita, risale alla prima metà del 1400 e presenta sulla facciata tre
finestre geometriche ed un portale di granito sormontato nella parte superiore
del timpano da un angioletto in pietra. E’ degna di nota la nicchia nel fianco
con l’affresco di una Madonna con bambino sbiadito dalle intemperie, mentre il
piccolo campanile color mattone che sovrasta la struttura crea nel contrasto con
le facciate bianche un piacevole effetto cromatico. L’interno è a navata unica
con tre campate e solo il lato destro vede un arco romanico a tutto sesto sopra
un vano poco profondo.
Molina: L’ originaria chiesa parrocchiale, menzionata per la prima volta nei
documenti del 1500, si trovava sulla riva del lago, lontana dal centro abitato.
Nel 1758 la popolazione chiese ed ottenne dal Vescovo di Trento di edificare una
nuova chiesa, più ampia ed in posizione più centrale. Sul disegno di Pietro
Bianchi fu costruita l’ attuale maestosa chiesa in stile barocco dedicata a San
Vigilio. Uscì purtroppo molto rovinata dalle guerre del ‘700 e dalla 1ª Guerra
Mondiale. Fu ristrutturata nel 1930 e restaurata nel 1983. Al suo interno
troviamo un bel altare maggiore in marmo, una delicata e sobria decorazione a
stucchi e, nella volta, affreschi di Giorgio Tellie, molto belli nonostante
manchino di prospettiva. Più dimessa e raccolta è invece la chiesa della SS.
TRINITA’ a Legos ad una sola campata e per certi versi molto simile alla
chiesetta di S. Lucia in Pratis. Anche la Chiesa di SANT’ANTONIO a Biacesa, del
1500 è raccolta ed accogliente. Fu ampliata e restaurata nel 1904 con il
contributo ed il lavoro di tutti gli abitanti. La parte più antica è il
presbiterio con la pala di S. Antonio.
Tirano di Sopra: CHIESA DEI SS.PIETRO E PAOLO. In questa semplice chiesa a croce
latina di recente costruzione (1939) si trova parte della vecchia chiesa
risalente al 1650. Il presbiterio a cupola esagonale con grandi finestre, in
stile diverso da quello del resto della chiesa, risale al 1740 ed è ora una
cappella addossata alla chiesa. Da ammirare la tela di S. Pietro dell’ altar
nero, il Gesù in croce con la Maddalena (sull’ altar maggiore), il Battesimo di
Gesù Cristo e la Madonna con varie Sante, tutti ottimi lavori di scuola veneta,
restaurati di recente.
Tiarno di Sotto: CHIESA DI SAN BARTOLOMEO. Chiesa ad una navata, decorata dal
mantovano Agostino Aldi (fine 1800, inizi 1900), custodisce opere di grande
valore artistico, restaurate nel 1991. L’ attuale costruzione risale al 1860 e
fu eretta su disegno dell’ architetto Claricini, ma è documentata l’ esistenza
di una piccola chiesa rettangolare già nel 1348, poi ampliata e ristrutturata. É
il campanile ad attrarre per primo l’attenzione, ma soprattutto la pala dell’
altar maggiore desta ammirazione.
Pieve di Ledro: Da documenti risulta che una chiesa, la Colleggiata, esisteva
già nel 1235. Le chiese curaziali sorte in seguito in ogni paese rimasero per
lungo tempo sempre subordinate all’ Arciprete di Pieve di Ledro. Verso il 1650
la chiesa fu ricostruita in stile rinascimentale, decorata con magnifici stucchi
romani e provvista di un campanile romanico. Durante la Guerra di Successione
Spagnola fu saccheggiata e rovinata; la 1ª Guerra Mondiale fu molto più
disastrosa: quasi tutti gli arredi sacri, le decorazioni interne e le pale
andarono distrutte. Rimasero solamente la pala dell’ Annunciazione ora sull’
altar maggiore, la pala della disputa del SS.mo Sacramento e la pala della Ecce
Homo. Si è conservata in buono stato anche la loggia della cantoria in legno
dipinto e di ottima fattura settecentesca. Gli impegnativi lavori di restauro
iniziati nel 1931 riportarono la chiesa al primitivo splendore.
Monte Breno: Chiesetta di SAN MARTINO, meta per una bella passeggiata in
montagna
Concei: Le opere del pittore A.S. Fasal. Chiamato a ridecorare le chiese della
Val Concei subito dopo il 1º Conflitto Mondiale, A. S. Fasal, di Bolzano,
espresse con forza e semplicità in affreschi e graffiti frescati, di sapore
vagamente liberty pur nel loro essere stilizzati, la profonda sensibilità
religiosa del tempo.
Il suo capolavoro sono probabilmente i trittici del presbiterio della Chiesa di
S. MARTINO VESCOVO a Locca: uno raffigura il Sacro Dramma della Redenzione e l’
altro la Santificazione a mezzo dell’ Opera della Chiesa.
Non meno interessanti sono gli altri affreschi in questa Chiesa ed in quelle di
Enguiso e di Lenzumo: in quest’ultima troviamo la bellissima pala, per anni
attribuita erroneamente a Tiziano Vecelio, che si trova sopra il settecentesco
altar maggiore.
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